Ammassi… oggetti… semplici “cose”, usate, consumate e rifiutate ….
Rifiutate da una società che tutto ingurgita e tutto rigurgita in un continuo e incessante ingranaggio che tutto vuole schiacciare, sotterrare, soffocare.
Sono apparizioni, spettri …. ma soprattutto testimoni di noi stessi, delle nostre memorie queste opere nate dalla sensibilità e dalla capacità espressiva di chi sa guardare il
mondo con un occhio diverso, di chi non vede un crudo e scarno cumulo di immondizia, ma singoli pezzi di una
stessa anima che prende vita sotto il calore delle proprie mani; sotto un impulso cieco e quasi frenetico … tutto prende forma.
Sono loro, sono gli avanzi di nessun valore, sono gli scarti che chiedono di riappropriarsi della loro anima, come a volere rivendicare quell'esistenza negata così improvvisamente. E' un richiamo in questo mare di Ulisse
che pochi riescono a sentire e questo scultore del nulla, dell'inutile, incessante interlocutore di due mondi ci rivela
ciò che non siamo più capaci di vedere e ci svela in una sorta di metafora, l'immagine dello specchio del tempo, il nostro…..


Eugenia Marletta
Fotografa di architettura

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